La splendida Valle dei Templi

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La Valle dei Templi è quello che resta della splendida [I]Akragas[/I]. Il [B]tempio Della Concordia[/B], in stile dorico con colonne alte oltre 6 metri, è il più noto e meglio conservato della Valle. Costruito nel V sec. a.C. e situato lungo la via Sacra, il suo nome è dovuto ad una iscrizione latina, che faceva riferimento alla “Concordia degli Agrigentini”. Nel VI secolo d.C. venne adattato a chiesa cristiana dedicata ai santi Pietro e Paolo.

Il più antico risalente al VI sec. a.C. è il [B]tempio di Ercole[/B], di cui oggi rimangono solo otto colonne. Gli Akragantini veneravano molto Ercole e gli dedicavano delle feste in suo onore dette “[I]Eraclee[/I]”.

La costruzione del [B]tempio di Giove[/B], secondo lo storico Diodoro Siculo, fu incominciata dopo la battaglia di Imera intorno al 480 a.C., ma non fu mai portata a compimento. Di esso rimangono pochi ruderi, ma sarebbe stato un tempio davvero imponente, il più grande mai costruito dai greci: il basamento misura ben 113 metri circa per una larghezza di 56 metri circa, e le colonne erano alte circa 18 metri. Vi erano presenti anche dei giganti, chiamati [B]Telamoni[/B] o Atlanti, che sembravano sostenere l’architrave. Un telamone originale si trova al museo archeologico di Agrigento.

Il [B]tempio dei Dioscuri[/B] del IV sec a.C., è diventato il simbolo della Valle dei Templi, il più immortalato, famoso anche per leggenda di [B]Castore[/B] e [B]Polluce[/B], due gemelli nati dall’unione di Leda, regina di Sparta, con Giove. Castore era mortale mentre Polluce era immortale, e secondo la leggenda, quando Castore morì, Polluce chiese al padre di diventare anche lui mortale per potersi riunire con il fratello. Allora Giove da quel momento li fece tornare in vita alternativamente un giorno ciascuno, cioè quando uno moriva nasceva l’altro e viceversa.

Il [B]tempio di Giunone[/B], moglie di Giove, situato nella parte più alta di Akragas, risale alla metà del V secolo a.C. Presso questo tempio gli antichi Greci celebravano i matrimoni, a seguito di un particolare rito, in cui un’agnella veniva bagnata con acqua fredda. Se questa tremava, era un segno che il matrimonio non doveva essere celebrato, perchè altrimenti sarebbe stato infelice. Successivamente poi, quando la sposa era in stato di gravidanza, gli sposi si recavano al tempio in segno di riconoscenza e donavano alla dea la cintura della donna ormai diventata troppo stretta.

Del [B]tempio di Vulcano[/B], risalente al V secolo a.C. rimangono solo due colonne su di un ampio basamento.

Il [B]tempio di Esculapio[/B], dio della medicina, costruito fuori dalle antiche mura della città, era luogo di pellegrinaggio di numerosi malati che chiedevano di essere guariti.

In prossimità della Porta Aurea, si trova la [B]Tomba di Terone[/B], tiranno di Akragas dal 488 a.C. al 472 a.C. Situato nelle vicinanze della via sacra dove si trovano i templi dorici, il [B]Museo Archeologico[/B] di Agrigento raccoglie i reperti archeologici del territorio dalla fase preistorica alla splendida greca “Akragas” ed all’età romana imperiale. Come detto, in una delle sale del Museo si può ammirare uno splendido Telamone del tempio di Giove originale. Da visitare nelle vicinanze il [B]quartire ellenistico-romano[/B] in cui è possibile ammirare alcune abitazioni del II secolo a.C. , tra cui la Casa del Peristilio, ampliata successivamente in epoca romano-imperiale.

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