Artigianato Tipico Valdostano

Viste le difficoltà ad avere contatti con le altre regioni, l’artigianato tipico valdostano nasce dall’esigenza degli antichi contadini di doversi fabbricare da se gli attrezzi di lavoro e gli oggetti di uso domestico. Pertanto essi imparano a lavorare ciò che la natura mette loro a disposizione, e cioè soprattutto il legno, la pietra ollare, la lana, il cuoio e la canapa. Nell’ultimo secolo in Valle d’Aosta, come un pò dappertutto, l’artigianato conosce una profonda crisi, a causa della concorrenza dei prodotti industriali. Oggi si assiste invece ad una rinascita e ad un’evoluzione verso lavorazioni più raffinate ed artistiche.

Il più diffuso è l’artigianato del legno di pino, cembro, noce, castagno, acero, ciliegio, melo. In legno si realizzano i mobili per la casa, gli oggetti per cucinare, gli attrezzi per la lavorazione del latte, dei formaggi e del burro. E’ possibile trovare anche molti giocattoli con le ruote o a dondolo. Con l’intaglio si realizzano oggetti di tutti i tipi, da statuette di animali, ai tipici sabot, cioè gli zoccoli interamente realizzati in legno.

Un’altra lavorazione artistica è quella della pietra ollare, una roccia omogenea e compatta di colore verde, facilmente lavorabile. Viene intagliata o scolpita soprattutto nella zona di Pont-Saint-Martin. Vengono realizzati piatti, pentole, scatole, sculture e stufe.

Un’altra antica produzione artigianale è la tessitura. I tipici “Drap” della Valgrisenche sono tessuti in lana di pecora non lavata, infeltrita in acqua fredda e poi percossa con spazzole di legno. Anticamente i tessuti erano in unico colore, generalmente grigio, blu, nero o rosso porpora. Oggi vengono realizzate tende e coperte con disegni geometrici a tinte vivaci. A Gressoney vengono realizzate le tipiche pantofole chiamate sock, in panno infeltrito. La tessitura della canapa è invece tipica della valle di Champorcher. Dopo un periodo in cui era scomparsa, negli ultimi anni quest’attività è ripresa ed oggi vengono realizzate lenzuola, asciugamani, camicie, ecc. A Cogne invece si possono comprare i famosi merletti, ottenuti dalla lavorazione del filo di lino al tombolo.

La lavorazione del cuoio risale agli antichi romani. Oggi vengono prodotti zainetti, borse, portafogli, scarpe, cinture, e i tipici “socques” , zoccoli con suola in legno e tomaia in cuoio.
Un’altra antica lavorazione artigianale è quella del ferro battuto, molto diffusa sopratutto nei secoli scorsi, grazie alla fiorente estrazione dalle miniere di Cogne. La lavorazione riguarda soprattutto la realizzazione di oggetti d’uso quotidiano, quali recipienti per polenta e formaggio, chiavi, serrature, cancelli, attrezzi agricoli, ecc. Un esempio di produzione artistica del passato è la bellissima Fontana del Melograno, che si trova nel Castello di Issogne.

Ogni anno il 30 ed il 31 di gennaio si svolge ad Aosta la tradizionale fiera di Sant’Orso, il più importante mercato dell’artigianato e dell’arte montanara della regione. Accompagnata anche da manifestazioni culturali e folcloristiche, la fiera è frequentata da migliaia di visitatori e curiosi provenienti anche dalla Svizzera e dalla Francia. Ci si può trovare oggetti in legno, come scale, sabot, ciotole, vassoi, coppe dell’amicizia e grolle, cesti fatti con i rami, oggetti in ferro battuto, manufatti in pietra ollare come ciotole o stufe, articoli in cuoio, tessuti tradizionali come i drap della Valgrisenche o le tele di canapa di Champorcher. Il sabato, che precede il ferragosto si svolge invece la Foire d’Eté, che è praticamente la versione estiva di Sant’Orso.

 

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