Il Monte Rosa

Nota anche come val d’Ayas, il comprensorio si estende fin sotto il massiccio del Monte Rosa, che condivide con la valle di Gressoney, appartanente alla zona del Monte Rosa Walser. Storicamente il territorio è stato abitato dai Salassi, una stirpe celtico-ligure, e successivamente fu utilizzato dai Romani come via di passaggio per raggiungere la Svizzera. Nel 515 nel territorio di Ayas si trasferirono intere famiglie di Walser, una popolazione di origine tedesca, di cui oggi rimangono tracce evidenti soprattutto nei costumi e nell’architettura.

Proveniendo dall’autostrada A5 Torino-Aosta, i primi paesi all’ingresso della val d’Ayas sono Verres, all’uscita dello svincolo omonimo, e Issogne. Entrambi sono famosi per i castelli degli Challant. Proseguendo con la Sr-45 si incontrano Challand-Saint-Anselme e Brusson, località turistica nota per le piste di sci di fondo. Continuando la risalita si entra nel comune di Ayas, che in effetti non corrisponde ad un centro abitato specifico, ma è formato da più villaggi. Le tipiche abitazioni, dette rascard, hanno la parte inferiore in pietra e quella superiore in legno. In estate si possono ammirare i bellissimi balconi fioriti. I principali villaggi di Ayas sono Antagnod e Champoluc e la frazione di Saint-Jacques.

Alla zona turistica Monte Rosa fa parte anche il comune di Arnad. Geograficamente situato a sud di Verres fuori dalla val d’Ayas, è famoso soprattutto per i salumi, il lardo in modo particolare, e per la zuppa di castagne.

L’attrezzato comprensorio sciistico di Monterosa Ski comprende le valli valdostane di Gressoney e di Ayas e quella piemontese della Valsesia. Al colle della Bettaforca le piste si congiungono con quelle della val di Gressoney. In totale il comprensorio Monterosa Ski in inverno offre circa 200 km di piste. Altri impianti di risalita si trovano ad Antagnod ed Estoul. Lo sci di fondo si pratica soprattutto a Brusson, ma ci sono piste anche a Champoluc e nella sua frazione Barmasc.

L’estate invece è la stagione delle belle escursioni sulle cime dei monti o tra i boschi. E’ possibile imbattersi in animali selvatici e raccogliere funghi.

Tra i prodotti tipici dell’artigianato locale si segnalano i sabot, zoccoli chiusi interamente realizzati in legno di salice o abete. Si possono indossare sia in inverno che in estate e fino a non molto tempo fa costituivano l’unico tipo di calzatura, portato dalla popolazione locale.

 

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