Monte Rosa Walser

Il comprensorio è conosciuto anche come val di Gressoney dal nome dei due principali comuni o val di Lys, dal torrente che attraversa la vallata. Stretto e lungo fino ai piedi del Monte Rosa, il territorio è stato segnato profondamente dai Walser, popolazione di origine germanica. Sin dal X-XII secolo infatti questi popoli immigrarono nelle valli del Monte Rosa. Intere famiglie si stabilirono qui, disboscando molte zone e trasformandole così in campi coltivati. Furono costruite case e villaggi, tracciati sentieri e ribattezzati in tedesco molti monti, laghi e torrenti.

I nuovi abitanti mantennero nei secoli dei contatti stretti con la loro terra d’origine, attraverso fiorenti scambi commerciali. Ancora oggi pertanto conservano la loro cultura, le tradizioni, i costumi, la cucina ed anche la lingua. In questa parte di Valle D’Aosta si parlano infatti, oltre all’italiano ed al francese, anche due dialetti di origine tedesca, il titsch a nord ed il toitschu a sud. Arrivati nel territorio, l’influenza dei Walser si può percepire immediatamente nell’architettura.

Le caratteristiche case Walser sono di due tipi. Gli stadel, costruite con tronchi incastrati, non poggiano direttamente sul basamento in pietra, ma su delle colonnine in pietra a forma di fungo per l’isolamento dall’umidità e dai topi. I piròhus, le case vere e proprie, sono a tre elevazioni. Il piano terra, costruito in pietra, è adibito a stalla ed abitazione, separati da una parete sottile per far passare il calore. Il primo piano ospita la camera da letto ed nel sottotetto vi è la dispensa. I balconi in estate sono molto fioriti ed i prati ben curati.

Molto caratteristici anche gli abiti tradizionali indossati nelle feste. La donna è vestita con una lunga gonna di panno rosso, una camicia bianca, un grembiule nero ornato di pizzi, una pettorina in velluto nero ricca di ricami dorati e per copricapo una cuffia riccamente decorata in filigrana d’oro o d’argento, annodata da un nastro. La Regina Margherita amava indossare il costume durante i suoi soggiorni in val d’Ayas.

Partendo dal fondo valle, cioè da Pont-Saint-Martin, la prima località che si incontra è Perloz, famosa per la sagra del pane nero e per il combattimento delle capre. Proseguendo si trovano Lillianes e Fontainemore, grazioso paesino situato tra i boschi. Risalendo la valle ha inizio la zona turistica del Monte Rosa Walser con i paesi di Issime e Gaby.

I due comuni principali della val di Lys sono Gressoney-Saint-Jean e Gressoney-La-Trinité. Situato a 1385 metri di quota, il primo è una nota località di villeggiatura già dai primi del 1900, grazie anche ai frequenti soggiorni della Regina Margherita. Situata in testa alla valle a 1644 metri di altezza, Gressoney-La-Trinité è invece più sportiva e montana. Da qui infatti è possibile partire praticamente con gli sci ai piedi e raggiugere le piste del comprensorio del Monterosa Ski. Quest’ultimo comprende le valli valdostane di Gressoney e di Ayas e quella piemontese della Valsesia. Il punto di partenza dalla valle di Gressoney è Stafal situato a nord di Gressoney-La-Trinitè. Gli impianti conducono fino al Gabiet ed al colle della Bettaforca, dove le piste si congiungono con quelle della val d’Ayas.

In totale il comprensorio Monterosa Ski in inverno offre circa 200 km di piste con panorami davvero suggestivi. Sempre da Stafal è possibile praticare lo sci-alpinismo, raggiungendo quote molto elevate fino punta Gnifetti, situata a 4559 metri sul monte Rosa, e la capanna Regina Margherita, il più alto rifugio d’Europa.

Anche a Gressoney-Saint-Jean vi sono piste per discese di varie difficoltà, sui fianchi ricchi di boschi del Weissmatten. Invece per gli amanti dello sci di fondo qui si trova un bel anello lungo circa 25 km, che attraversa fitti boschi di conifere. È inoltre possibile pattinare sul ghiaccio nel lago di Gover. In estate invece a Saint-Jean si può praticare golf, equitazione o fare escursioni in mountain-bike.

 

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