Cucina Tipica Friulana

Gusti e profumi autentici

Dal boreto graisano al frico friulano, passando per i cjarsòns carnici. Se la cucina made in Friuli Venezia Giulia rappresenta il punto di fusione di tre grandi correnti culinarie – mitteleuropea, veneta e slava – la tipicità dei sapori regionali si manifesta in una ricchezza di ricette capaci di stuzzicare qualsiasi palato. Mille golosità figlie di un’incredibile varietà di paesaggi, di ambienti e di climi. Perché qui ogni piatto è reso unico dalla genuinità dei prodotti locali.

Il Friuli Venezia Giulia è una vera e propria terra promessa per gourmet ed enoturisti, attraversata da strade del gusto che si snodano dalla montagna al mare. Territorio, cucina e storia si mescolano per dare un tocco unico all’insieme di tendenze enogastronomiche regionali. A metà tra la tradizione asburgica e quella slava la cucina triestina e goriziana, a base di erbe, frutta e funghi quella carnica, saporita e genuina quella friulana. Da non perdere anche i sapori del mare, che questa terra sa dispensare a piene mani. Le strade del litorale sono costellate di locali e ristoranti che propongono i piatti più tipici a base di pesce e crostacei appena pescati.

E che dire del Vigneto Friuli? Otto zone a denominazione d’origine controllata, 1700 aziende che producono 100 milioni di bottiglie l’anno, con etichette rinomate in tutto il mondo e due gioielli come il Ramandolo e il Picolit. In Friuli Venezia Giulia la ristorazione ha un marchio di certificazione: il Club di prodotto “Sapori di Gente Unica” riunisce infatti ristoranti, trattorie, osterie tradizionali e agriturismo della regione in possesso di determinate caratteristiche e standard qualitativi di convenienza e trasparenza. Dalle vinacce delle uve nascono poi le grappe tra le più famose al mondo, di monovitigno, invecchiate o aromatizzate con le piante di montagna.

Le produzioni certificate FVG

Prodotti agroalimentari: il formaggio Montasio (DOP), il prosciutto di San Daniele (DOP), il prosciutto di Sauris (IGP), la trota affumicata di San Daniele, l’olio del Carso, le grappe, il miele, l’Asìno. Numerosi anche i Presidi Slow Food: la peta-pitina-petuccia delle valli pordenonesi, l’aglio di Resia, la cippola di Cavasso e della Valcosa, il formaggio di latteria turnaria a latte crudo, il Pan di sorc, il formadi frant e il radic di mont (radicchio di montagna) della Carnia, il pèstat di Fagagna, il raddichio rosa di Gorizia.
Zone Doc: Carso, Colli Orientali del Friuli, Collio, Friuli Annia, Friuli Aquileia, Friuli Grave, Friuli Isonzo, Friuli Latisana. Docg: Picolit e Ramandolo.

Tante anche le piccole produzioni, testimoni del passato contadino e dell’amore per la natura e le cose semplici di questa regione: varietà locali di frutta e verdura, carni e formaggi da allevamenti di piccole dimensioni, vini e succhi di frutta che si possono trovare nei numerosi mercati cittadini, nei punti vendita di Campagna Amica o direttamente nelle aziende agricole.

Eventi enogastronomici

Bianco & Bianchi: torna anche quest’anno il ricco programma di appuntamenti ed eventi legati alla degustazione dell’asparago bianco e dei grandi vini bianchi del Friuli Venezia Giulia.
Friuli Doc: la grande rassegna enogastronomica che ogni settembre anima il centro storico di Udine

Numerose, specie in estate, le sagre di paese dove si possono gustare i piatti tipici del territorio a prezzi modesti.

Le ricette del territorio

Trieste: la jota (minestrone di fagioli, patate e cavolo cappuccio), il gulasch, lo strudel di mele, il presnitz o il cuguluf (sorta di panettone d’origine viennese), ma anche sardoni fritti e impanati, ribaltavapori, baccalà alla triestina, brodetto di pesce, scampi alla busara, sarde in savor ed il popolare prosciutto cotto con il rafano.
Gorizia: gli gnocchi di patate con le susine conditi con burro fuso, cannella e un po’ di zucchero, le patate in tecia, il kaiserfleisch (carrè di maiale affumicato, cosparso di cren fresco grattugiato e accompagnato da crauti).
Friuli: frico (prelibatezza a base di formaggio di montagna a scaglie), musèt e brovada (cotechino con rape messe a macerare nel mosto).
Carnia: cjarsòns (ravioli con ripieno a contrasto tra il dolce e il salato), i savôrs (prelibato battuto di verdure). Da provare anche il Sot la trape (particolare formaggio lasciato a maturare nelle vinacce).
Grado: il boreto graisano (zuppa di pesce pregiato servita con polenta bianca), seppie col nero, i sievoli sotto sal (cefali conservati sotto sale per due o tre mesi).
Valli pordenonesi: peta-pitina-petuccia (salume non insaccato prodotto con carne di selvaggina, di pecora o montone misturata anche con carne di manzo e impastato con vino rosso, una concia di sale, pepe, finocchio selvatico – caren in dialetto locale – o altre erbe).

 

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