Scicli: Barocco e Tradizioni

Situato all’estremo sud della Sicilia su di una conca circondata da tre valli, Scicli è un paese molto pittoresco con le abitazioni aggrappate sui pendii. Le principali attrattive sono le bellisime chiese ed i palazzi barocchi del XVIII sec., tra cui molti riconosciuti dall’Unesco. Nei dintorni, inoltre, le stupende spiagge sabbiose dorate sono una meta estiva dei turisti. Il suo aspetto barocco settecentesco è dovuto alla ricostruzione della città dopo la distruzione causata dal terribile terremoto del 1693, che colpì la Sicilia sud-orientale. Oggi l’economia sciclitana è basata sull’agricoltura e sulla produzione del pomodorino ciliegino in modo particolare, ma si sta avviando un lancio di promozione turistica della città, consapevole finalmente delle sue potenzialità.

L’originalissima Festa delle Milizie, che si celebra l’ultimo sabato di maggio, può essere un’occasione per visitare Scicli. Nel 1091 secondo la tradizione la Madonna delle Milizie salvò gli sciclitani dall’invasione dei Saraceni. Certo la Madonna a cavallo che combatte è un’immagine più unica che rara, ma si tratta comunque di un’immagine fortemente simbolica. Presso il Santuario delle Milizie, situato a Donnalucata, si trova una roccia in cui secondo la leggenda sarebbe rimasta impressa l’impronta dello zoccolo del cavallo.

Le origini della città dovrebbero risalire ad un nucleo formatosi attorno al VIII sec. d.C., ma scarse sono le notizie. Conquistata dagli Arabi nell’864, fu liberata dai Normanni cosi come rievoca la nota Festa delle Milizie. Instaurato il sistema feudale, ai Normanni seguì il dominio degli Svevi e poi degli Angioini. Dal XIII sec. la città fece parte della Contea di Modica sotto il governo dei Chiaramonte, poi dei Cabrera e successivamente degli Enriquez-Cabrera. Come tutte le città della parte sud-orientale della Sicilia, Scicli fu fortemente danneggiata dal terribile terremoto del 1693, in cui morirono circa tremila persone.

 

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