Pantelleria

La vulcanica “perla nera” di Pantelleria è situata in mezzo al Mediterraneo tra la Tunisia, da cui dista solo una quarantina di chilometri, e la Sicilia a circa 150 chilometri. Nonostante la sua posizione piuttosto isolata, è comunque facilmente raggiungibile anche grazie all’aeroporto. L’isola è molto bella e caratteristica, nera di colore in quanto di origine vulcanica, spruzzata di verde per la tipica vegetazione mediterranea e circondata da un mare azzurro fantastico. Popolato da pesci e flora, i fondali sono considerati un vero paradiso dagli amanti delle immersioni subacquee. Numerose le grotte marine. Il cratere principale di Montagna Grande è situato ad oltre 800 metri di altezza. Nonostante la presenza di altri 24 piccoli crateri più bassi, detti cuddie, l’attività vulcanica è piuttosto modesta. Si verificano solo delle piccole emanazioni di vapore acqueo dal terreno, dette favare, o all’interno di grotte, chiamate stufe.

Molto caratteristico il centro di Pantelleria, paese principale dell’isola. Situato a ridosso delle pendici del monte Sant’Elmo, è dotato di un grazioso porticciolo sovrastato da una roccaforte medievale.

Durante la seconda guerra mondiale fu fortemente bombardata e le abitazioni tipiche dei pescatori, i “Dammusi“, vennero quasi totalmente distrutti. Gli abitanti dopo la guerra li hanno ricostruiti ed oggi sono ricercatissimi dai turisti. Si tratta di piccole case, costruite secondo l’architettura araba e dotate di un unico ambiente. I tetti a “volta” sono in grado di raccogliere e convogliare l’acqua piovana in delle fresche cisterne sotterranee. Le pareti sono piuttosto spesse e dotate di intercapedini in grado di isolare termicamente dal caldo, e le finestre sono molto piccole per ripararsi dall’irraggiamento del sole.

La principale attività nell’isola è l’agricoltura. La natura vulcanica dell’isola e le particolari condizioni climatiche conferiscono infatti una particolare qualità ai prodotti agricoli, tra cui la vite per la produzione di vini da dessert famosissimi, quali Zibibbo e Malvasia, i capperi, gli ulivi, gli agrumi ed i fichi d’India.

 

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