La città dai cento orizzonti

Il suo nome è legato a quello di Caterina Cornaro, Regina di Cipro. Ma Asolo ha avuto molti altri ospiti illustri tra i quali Eleonora Duse, grande protagonista della storia del teatro italiano, che qui trascorse gli ultimi anni della sua vita.

Asolo è un centro agricolo e artigianale molto piccolo, in provincia di Treviso, famoso per le sue produzioni nei settori del ricamo e della tessitura di seta.

Il suo nome richiama i fasti della corte di Caterina Cornaro, che divenuta regina di Cipro cedette l’isola alla Repubblica Serenissima ricevendone in cambio Asolo. Dal 1489 al 1509 il castello posto sulla cima della collina divenne la prestigiosa residenza di Caterina. Di quella storia affascinante e di quella corte sontuosa e raffinata, restano poche testimonianze: la Torre dell’Orologio, la Torre mozza detta Reata, la Sala delle udienze, alcuni tratti della cinta muraria, il Teatro Duse e il Belvedere del Giardino.

Per la sua incantevole posizione panoramica tra le colline, dipinte anche dal Giorgione, Asolo ha sempre richiamato artisti e letterati da tutta Europa. Tra questi Giosuè Carducci, che la definì “la città dai cento orizzonti“; il poeta inglese Robert Browning; Pietro Bembo, uno dei più famosi dotti del Cinquecento; il musicista Gian Francesco Malipiero, che trovò ispirazione per alcune sue composizioni. Eleonora Duse, la famosa attrice e amante di Gabriele D’Annunzio, trascorse gli ultimi anni della sua vita in un elegante palazzetto e venne poi sepolta nel piccolo e suggestivo cimitero di Sant’ Anna, di fronte al Monte Grappa.

Il centro di Asolo ha un aspetto medievale con strade porticate, case affrescate, botteghe artigianali. Tra gli edifici religiosi spicca il Duomo, in cui sono custoditi dipinti di Lorenzo Lotto e di Jacopo da Bassano. Dalla Piazza Maggiore, famosa per la facciata affrescata della Loggia del Capitano, lo sguardo si perde in vedute emozionanti.

Nella pianura sottostante, infatti, sorgono famose dimore venete, tra cui la bellissima villa Barbaro di Maser, opera della piena maturità artistica di Andrea Palladio. Addossata al pendio di un colle, la villa è famosa anche per i suoi interni affrescati dal genio di Paolo Veronese, che decorò gli interni con la tecnica a trompe-l’oeil, e per le sculture e gli stucchi di Alessandro Vittoria. (lq)

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