La Marca

Castelli restaurati, rovine di torrioni, strutture inglobate in città, mura difensive, siti fortificati costellano tutto il territorio trevigiano rimandando continuamente alla storia.

Nell’immobile campagna che la circonda, Treviso (m 15, ab. 82.000 ca.) appare come un’oasi di acque e fiori, elegante ma senza sfarzo, alla confluenza del Botteniga (Cagnàn) nel Sile. I resti degli affreschi che ornavano le facciate dei suoi palazzi parlano del suo sfolgorante passato di urbs picta; archi trilobati sussurrano di un
Oriente giunto dalla Laguna; santi e fanciulle ritratti nelle sue chiese sono cavalieri e dame di un’Europa unita
dall’internazionalità dello stile gotico. In passato collegata a Venezia da un sistema di corsi d’acqua, la città ha modellato la propria struttura urbana sull’intricato scorrere dei canali, fondando sulla forza
dei mulini le prime produzioni manifatturiere tessili. Una tradizione che si è evoluta nei modi e nel tempo, facendo di Treviso una delle culle italiane del prêt-à-porter.

A ovest di Treviso la pianura racchiude alcuni gioielli naturalistici e architettonici: dal Parco del Sile alla bella villa Emo, fino a Castelfranco, cittadina murata omologa di Cittadella, con cui l’itinerario potrebbe
continuare in terra padovana. Il Sile è il maggior fiume italiano di risorgiva; tre gli ambienti principali che
attraversa nel suo corso: le zone umide e paludose vicino alla sorgente, il tratto tortuoso che precede l’entrata in
Treviso e, infine, il paesaggio lagunare in prossimità della
foce, toccando ville patrizie dello storico Terraglio ed
esempi di archeologia industriale. L’itinerario esplora la zona delle sorgenti.

Dalla vetta del monte Grappa, cui si può giungere agevolmente da Bassano, l’itinerario si snoda interamente nella Marca settentrionale fra mille tonalità di verde, dai boschi ai vigneti. Ci si lascia alle spalle lo scenario montano con i suoi ricordi della Grande Guerra per
sorseggiare un bicchiere di prosecco e soffermarsi su luoghi ameni per tradizione: dopo la visita di Àsolo, vero e proprio Parnaso veneto, e del capolavoro
palladiano di Masèr, il percorso tocca Valdobbiàdene e Conegliano, regno di Bacco, per poi concludersi nelle solitudini dell’antico bosco del Cansiglio.

Altre due località assolutamente da vedere sono Vittorio Veneto e Oderzo.

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