Artigianato Tipico Siciliano

In Sicilia le varie forme di artigianato sono strettamente legate alla storia di questa terra, che ha subito tante dominazioni. Una lavorazione tipica è la tessitura di tappeti in lana e cotone, realizzati a mano al telaio. I disegni sono caratterizzati da colori piuttosto vivaci accostati assieme, come il giallo, il rosso e il verde. I famosi “pizzari“, o “frazzate” come si chiamano nel trapanese, sono autentici mosaici di stoffe variopinte, un pò diffuse in tutta l’isola. La moderna produzione industriale aveva causato l’estinzione di questa attività, ma negli ultimi anni si assiste ad una ripresa di questa antica tradizione. Una bella mostra di antichi telai artigianali è esposta alla Casa-Museo Antonino Uccello di Palazzolo Acreide (SR).

Tra i tanti manufatti tipici della regione, non si può non menzionare il famosissimo carretto siciliano, un manufatto caratteristico di straordinaria bellezza, ma anche un mezzo fondamentale di trasporto nel secolo scorso. Esso è composto fondamentalmente da due grandi ruote a raggi, un asse su cui sono montate le due aste in legno, che servono per attaccare il mulo, ed una cassa dotata di due sponde laterali. Si pensi che per la sua costruzione lavorano ben otto specialità di artigiani: i carradori ed i carrozzieri, per la sagoma in legno del carretto, gli intagliatori, che scolpiscono tutte le parti in legno, il fabbro per le parti in ferro (cerchioni ed asse), il decoratore per realizzare motivi geometrici sulle superfici della cassa e del davanzale, il pittore che dipinge tutte le superfici, il fonditore o u ramaturi per le boccole delle ruote ed infine il pellettiere per gli addobbi del mulo. Il risultato è un carretto dipinto con mille colori vivaci, dal giallo al rosso, dal turchese all’arancione. Ogni pezzo in legno è lavorato, persino i raggi delle ruote. Vengono inoltre rappresentati episodi storici, scene religiose, ecc.

Parlando di artigianato non si può non ricordare inoltre i manufatti in ceramica artistica di Caltagirone (CT) e di Santo Stefano di Camastra (ME). A Caltagirone quest’arte ha origini antichissime e risale addirittura al VI millennio a.C. In passato la particolare posizione geografica della Sicilia ha favorito lo scambio di conoscenze, usi e costumi tra le varie civiltà del mediterraneo. Così dai Cretesi gli artigiani locali appresero l’uso del tornio, e successivamente dagli Arabi, conquistata la Sicilia nell’827, appresero la tecnica di decorazione della ceramica mediante invetrinatura. Gli Arabi portarono anche delle nuove forme e decori provenienti dal lontano Oriente ed ancora oggi i colori principalmente impiegati sono il blu, il verde brillante ed il giallo carico. Tra la produzione tipica vi sono vasi, piatti, fischietti, candelabri, presepi,ecc. A Caltagirone persino le facciate degli edifici, i portali, le scalinate, ecc. sono rivestiti di maioliche. Qui si trova anche il Museo Regionale della Ceramica.

Un’altra attività artigianale tipica è la lavorazione del corallo a Trapani. Di origini remote, la pesca del corallo era praticata già al tempo degli antichi romani. Ancora oggi, da queste parti, al corallo vengono attribuiti dei poteri magici, e per tenere lontane le sventure si usa portare con se un corno.

Nel catanese invece si lavora la pietra lavica dell’Etna. Veri maestri scultori sono in grado di realizzare, con scalpellino e martello, un pò di tutto, da semplici posacenere a pavimentazioni, camini, fontane, mascheroni, ecc.

Altra specialità artigiana tipica nell’isola è l’argenteria, soprattutto a Trapani, Catania, e Palermo.

Un altro mestiere antico siciliano è quello del Puparo, che non significa essere solo un bravo artigiano, ma anche un bravo attore in grado di animare e dare la voce ai Pupi. Storicamente il teatrino dei Pupi siciliani è la rappresentazione degli scontri medievali tra i Cavalieri e i Mori. Questa forma di arte nasce attorno alla seconda metà del 1800, quando le marionette cavalleresche, dalle quali i Pupi derivano, cominciarono ad avere successo tra il pubblico.

 

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